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Un giorno sì un altro no: un viaggio nel viaggio

a cura di Lia D'Angiolino
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Libro Isa Grassano

Con una scrittura diretta e semplice, eppure estremamente coinvolgente, Isa Grassano, giornalista freelance e già autrice di guide emozionali di successo, ha segnato, in quest’anno appena trascorso, un esordio letterario sorprendente. Nel suo romanzo Un giorno sì un altro no (Giraldi editore) racconta l’amore, l’amicizia, la nostalgia, i ricordi del passato, le partenze e gli approdi, con, al centro, Roma, città magica e piena di contraddizioni, impossibile da dimenticare. Una città che è “amor” se letta al contrario, «talmente bella da sembrare sempre “nuova”, mentre le luci saltellano sui mattoni antichi e sembrano lanciare messaggi affettuosi da un monumento e l’altro». E tra le sue strade e le sue piazze del centro storico accadono, prima per caso e poi per scelta, gli incontri fra Arabella – un po’ pasticciona, disordinata e tanto autoironica, che scrive necrologi – e Ludo, diminutivo di Ludovico. Una storia molto visiva perché, seguendo le descrizioni, ci sembra di vivere accanto alla protagonista e percepirne gli stati di animo e visualizzare gli stessi panorami di lei. Tra un’avventura e l’altra, si scoprono anche curiosità poco note, come la fontanina degli innamorati che c’è in un angolo di Fontana di Trevi, a Roma appunto, e che garantirebbe alle coppie che ne bevono di essere legati per sempre. Tra le pagine si fa un viaggio nel viaggio, perché oltre alla capitale emergono le Dolomiti Lucane, con la descrizione dei paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa e con Arabella che prova l’emozione di librarsi in aria con il Volo dell’Angelo (il grande attrattore lucano che riaprirà al pubblico il prossimo 1 maggio). E ancora un riferimento al dialetto popolare, ai proverbi delle nonne “Se fissi la pentola, l’acqua non bolle mai”. Si vola con la fantasia in Abruzzo con la curiosità dei Monti Gemelli – la Montagna dei Fiori e quella di Campli – che sembrano perfettamente identiche per forma e altezza, ma hanno in realtà numerosi contrasti. Da un lato sono aspre e selvagge, dall’altro mostrano tutta la loro dolcezza nel verde profondo dei pendii. E la Valle d’Itria, punteggiata dai molti trulli, le celebri abitazioni con il tetto a forma conica che nell’immaginario di Arabella sembra il cappello di un folletto. Si fa poi un salto oltreoceano. I due protagonisti progettano un lungo fine settimana a New York con tanto di elenco di cosa non perdere: da Central Park per sedersi insieme su una panchina e ascoltare un audiolibro alla stazione del Path Train, disegnata da Calatrava, dal Brooklyn Bridge al Whitney Museum, da un’idea di Renzo Piano. Per una serie di vicende che non spoileriamo, il tour non sarà così come è stato immaginato, ma Arabella avrà la possibilità di alloggiare in alberghi lussuosi “sullo sfondo azzurro di Manhattan, cielo inusuale per la città”, tra cui l’hotel Baccarat proprio di fronte al MoMA, Museum of Modern Art. E non mancano pause golose come al Burger Joint che “si trova all’interno dell’Hotel Parker Meridien, sulla 56esima strada”, un locale molto amato dai newyorkesi che serve uno degli hamburger più buoni. Di certo questo viaggio farà scattare qualcosa in Arabella e tornerà cambiata.

Quello di Isa Grassano è un romanzo che mette di buon umore ma allo stesso tempo, a tratti, immalinconisce. Dal lavoro precario alla morte, fino ai disturbi dell’umore, sono tanti i passaggi tra le righe che fanno riflettere e proprio per questo il romanzo ha guadagnato l’interesse della stampa e il plauso dei lettori (è alla terza ristampa).

Infine, ed è il fil rouge del volume, ci sono gli astrologi, con le loro predizioni e consigli per l’anno nuovo: Branko, Barbanera, Marco Pesatori, Paolo Fox, Stefano Vighi, Antonio Capitani si alternano tra le pagine a dispensare consigli. L’oroscopo, del resto, rincuora, risponde, illude, indica destini e direzioni del momento. Anche per chi non ci crede può essere consolatorio nei momenti complicati e immaginare che la posizione dei pianeti possa determinare gli avvenimenti della nostra vita è in qualche modo affascinante. Così anche per Arabella.

 

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