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L’arte che ci parla a Palazzo Merulana: l’umanità attuale di Antonio Donghi

a cura di Lia D'Angiolino
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Palazzo Merulana Esquilino

Si conferma uno degli spazi artistici più attivi e interessanti nella Capitale, Palazzo Merulana: non solo sede museale della preziosa Collezione Cerasi, ma anche centro espositivo che promuove, scopre e riscopre, insomma crea arte moderna e contemporanea sempre bella e attuale. Lo dimostra infatti ancora una volta con la mostra Antonio Donghi. La Magia del Silenzio (fino al 26 maggio), che raccoglie 34 opere di questo importante esponente del Realismo Magico. Provenienti da collezioni pubbliche e private, i quadri esprimono la parabola produttiva del pittore, con la radicale svolta nello stile negli anni 1922-23, che contribuisce a rafforzare il fascino misterioso di questa produzione: da un’impronta tradizionale ottocentesca, Donghi passa – probabilmente influenzato dalla frequentazione dell’ambiente della Galleria Bragaglia – ad essere uno dei principali ed apprezzati rappresentanti del Realismo Magico, lanciato in Germania, ma che nel nostro trova una interpretazione del tutto originale e d’impronta romana. I ritratti esposti rendono perfettamente quel senso di semplice realismo nelle figure, rappresentate immobili in modo lineare e nitido. Si tratta per lo più di gente popolare (una lavandaia, una pollarola, un cacciatore, dei circensi), ma anche nel caso di eleganti giovani in gita o di una Madonna, tutto sembra improntato a rappresentare l’essere umano nella sua chiara evidenza di realtà. Ma c’è molto di più, ed è questo il Magico: le persone, incorniciate da sfondi architettonici classici o inserite in contesti naturali, ci guardano nella loro fissità come a volerci trasmettere un segreto, un dubbio, un’inquietudine sulla condizione umana, sul futuro, sul senso della vita. Esistenze in bilico, come il cappello a cilindro sul sigaro, nel celebre quadro Il Giocoliere: ma ancor più degli oggetti in equilibrio precario, è l’espressione del protagonista a trasmettere tutta l’incertezza della sua – della nostra – condizione: occhi concentrati e dubbiosi, come se lui stesso faticasse a credere che il suo gioco possa davvero riuscire. In questi tempi precari e insicuri, questi dipinti di un secolo fa ci parlano con un’attualità che stupisce e conforta, testimoniando il loro grande valore artistico, oltre alla maestria della pennellata e alla vivezza dei colori, già eccellenti. A questa suggestiva mostra, se ne aggiunge un’altra nel piano più alto di Palazzo Merulana, una sala che sembra quasi la mansarda-atelier di un pittore, più che un museo. Qui, si trovano i Nuotatori d’inverno (fino al 3 marzo) del giovane artista veneziano Vittorio Marella: gli uomini e le donne di Marella, spesso riprodotti di spalle, affrontano il mare invernale in una situazione sospesa e allo stesso tempo aperta, cercando un futuro, guardando avanti, tentando di farsi spazio fra massi, andando incontro ai flutti, sfidando il freddo. E i visitatori che sostano davanti alle opere, attratti da queste atmosfere ipnotiche e dalle luci bellissime, ne vengono quasi inglobati, diventando un’ulteriore figura di schiena del quadro, quasi a condividere in fratellanza il destino degli esseri umani dipinti. Una bella sorpresa questa esposizione, contenuta ma validissima, che valorizza un giovane talento. Piccolo consiglio finale: fate come la sottoscritta, dopo la visita fermatevi alla caffetteria del museo, per continuare ad assaporare il gusto di essere circondati dall’arte e dalla bellezza.

Palazzo Merulana

Via Merulana 121, Roma

Tel. 06 39 96 78 00

Orari mostre: dal mercoledì alla domenica, dalle 12 alle 20

www.palazzomerulana.it

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