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Bari, la città da gustare

a cura di Lia D'Angiolino
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Un tour fra arte e gusto, provato grazie al The Nicolaus Hotel Bari: dalla tradizione, con i palazzi monumentali e le chiese, assaggiando i fritti delle massaie nella città vecchia, arrivando alle nuove tendenze dei giovani, come l’imperdibile “aperitivo dei Campioni”

L’itinerario è uno di quelli genialmente proposti dal The Nicolaus Hotel Bari ai suoi ospiti:  si tratta di gite organizzate on demand, strutturate a seconda di diversi interessi, da quelli più artistici a quelli esperienzali, sempre accompagnati da una guida e con transfer in navetta riservata. Il percorso provato da Italian Flavour Mag è quello che unisce monumenti e tradizione, accompagnati con grandissime competenza e simpatia da Lucia Ubertiello, guida professionale che fa parte di About Apulia, team di professionisti che offrono una serie di servizi, anche turistici, a clienti italiani e stranieri con itinerari classici e personalizzati (operations@aboutapulia.com; 3285490313). Ci siamo mossi a Bari, con tre tappe nei dintorni, fra capolavori d’arte e meraviglie gastronomiche, il tutto “condito” dall’accoglienza calorosa, verace e sincera degli abitanti. Un’esperienza autentica, che fa apprezzare momenti vissuti con il piacere di gustarsi la vita, in senso letterale e non: i sapori, straordinari, delle specialità locali, ma anche il sapore di un ritmo più slow, più umano, che affonda le sue radici in usanze antiche. Ma allo stesso tempo, in città si respira un’atmosfera frizzante, attuale, che fa incontrare passato e presente in un mix effervescente e unico. Questa è la “ricetta” della nuova Bari, una città che in decenni passati non ha goduto di una fama positiva, mentre oggi è tra le mete maggiormente in crescita per richiamo turistico e appeal vacanziero. La HO Hotels Collection, di cui fa parte il The Nicolaus Hotel Bari, ha colto molto bene questo spirito innovativo e proprio guidandoci attraverso questo itinerario, ci mostra i due volti del territorio.

Dal Lungomare al Castello

Iniziamo percorrendo con la navetta il percorso dall’hotel verso il borgo antico, passando dalla zona della Fiera del Levante e dal Lungomare, con le strutture monumentali volute da Mussolini, le facciate dei palazzi in cui sono accennate delle torri, per dare un’aria difensiva e imponente a chi si avvicinava dal mare. Arriviamo quindi alla zona murattiana, così chiamata perché fatta costruire da Gioacchino Murat durante la breve dominazione francese nell’Ottocento: strade a scacchiera ricche di palazzi eleganti, teatri (tra cui il celebre Petruzzelli, oggi ricostruito), negozi per lo shopping, ristoranti e locali. Il Lungomare, uno dei più lunghi d’Italia con i suoi 9 chilometri, offre splendidi panorami sul mare e sulla città, ma anche punti di ritrovo per la movida serale barese. Come il Chiringuito, che poi sarebbe il mercato del pesce: una banchina dove i pescatori scaricano il pescato e lo vendono direttamente, preparando i piatti del tipico Crudo alla barese, come il polpo battuto, le tagliatelle (striscioline di seppie), i gamberi, le ostriche, i ricci, le cozze. Porzioni generose, accompagnate da una Peroni, rigorosamente ghiacciata d’estate. L’aperitivo vista mare prima di pranzo, il sabato e la domenica, è un rito ormai di tendenza ed è uno spettacolo particolare vedere i giovani baresi alla moda accanto agli anziani pescatori dai visi vissuti. Questo binomio di birra che scorre e piatti colmi di cibo lo chiamano l’Aperitivo dei Campioni, chissà perché… Tornando alla parte monumentale, d’obbligo una tappa al Castello normanno-svevo-aragonese, un raro esempio in cui è visibile lo stile delle tre epoche in un edificio così ben conservato. Sempre aperto e visitabile, il maniero ha un’entrata “nascosta”, posta lateralmente per essere più riparata e ha la particolarità di non essere dotato di fossato lungo la muraglia del lato mare, essendo all’epoca lambito dall’acqua.

La città vecchia

Da qui ci dirigiamo verso il borgo antico di Bari: un tempo abitato dai pescatori e preda della malavita, è recuperato a partire dagli anni Novanta, grazie a un piano urbano che ha permesso man mano di restituire ad abitanti e visitatori un centro storico di grande fascino, ricco di bellezze artistiche ma ancora pittoresco e autentico. È come se fosse un paese dentro la città, dove si conoscono tutti e vige la solidarietà del vicinato. Dai palazzi sventolano panni stesi ad asciugare e le strade sono sempre animate da persone che camminano, chiacchierano, mangiano. Sì, perché qui siamo nel paradiso dello street food, offerto praticamente a ogni angolo nelle strade e nelle piazze: dai forni – davanti ai quali si forma una fila quasi perenne ma veloce, per prendere una fetta di focaccia, il pane, i taralli e altre bontà sfornate a ritmo continuo – alle friggitorie, dove signore dall’aria familiare di mamme, zie o nonne preparano e vendono bontà irresistibili. Spesso affacciate dalle finestre e dai portoni delle loro stesse cucine aperte sul livello strada, queste esperte massaie si muovono tra calderoni di olio bollente in cui buttano le Popizze, o pettole, frittelline di farina croccanti fuori e morbide dentro, oppure le Sgagliozze, cioè scaglie di polenta fritta, vendute caldissime e profumatissime in cartocci, da scorpacciare comodamente mentre si cammina. In fatto di cibo, non si può non parlare della Strada delle orecchiette (ufficialmente Strada Arco Basso): le donne che abitano lungo la via aprono le porte delle case a piano terra e mettono fuori tavoli dove espongono le prelibatezze che preparano con le loro mani, secondo tradizione: in primis, ovviamente, orecchiette di vari tipi (classiche, di grano arso, in formato maxi…), ma anche taralli, cavatelli, biscotti, ciambelline (e nel periodo vicino a Natale, come è capitato a noi, trovate anche le carteddate, il dolce tipico natalizio). Dentro le cucine le si vede trafficare ai fornelli, magari aiutate da mariti, figli, amiche. Percorrere la strada, fermarsi a chiacchierare e acquistare le specialità, “confezionate” in semplici sacchetti di plastica, è un’esperienza unica, che trasmette tutto il fascino di Bari vecchia e renderà felici i destinatari di questi strepitosi souvenir gastronomici. Se invece volete gustarli sul posto, un’istituzione è Donna Carmela, nel vicino e suggestivo Largo Albicocca, che davanti a casa sua offre, oltre alle sgagliozze reclamizzate nell’insegna, anche le immancabili orecchiette alle cime di rapa, polpette, parmigiana e altro, tutto da leccarsi i baffi.

Tra arte e sapori

Ampiamente rifocillati, possiamo dedicarci all’arte e visitare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, in cui si venera San Sabino, patrono della città prima dell’arrivo a Bari di San Nicola. La Cattedrale attuale risale al 1100 ed è un suggestivo esempio di architettura romanica pugliese, con la facciata bianca e il grande rosone. Ha però origini antichissime, come testimoniano anche i reperti archeologici nel succorpo ipogeo, e ha avuto numerose ricostruzioni e rimaneggiamenti per cui sono rimaste tracce di stili diversi. Si trova in piazza Odegitria, nome riferito a un’icona custodita all’interno e raffigurante la Madonna Odigitria, ossia colei che “mostra le direzione”, in greco bizantino. L’interno, diviso in tre navate e con colonne composte da marmi e capitelli tutti diversi, non conserva i decori barocchi e ha quindi una semplice solennità, mentre la cripta conserva lo stile settecentesco, con ricchi abbellimenti e 24 colonnine su tre file. Una curiosità è che il giorno del solstizio d’estate, si manifesta un fenomeno riscoperto solo una ventina d’anni fa, dopo il restauro: i raggi del sole, passando attraverso il rosone illuminano il pavimento in corrispondenza esatta di un mosaico che riproduce forme e dimensioni del rosone sulla facciata, creando una “sovrapposizione” dei due. Ogni anno, devoti, curiosi e turisti si riuniscono per assistere a questo originale spettacolo nella Festa della luce.

Per spostarsi verso la Basilica di San Nicola, la passeggiata permette di vivere ancora l’atmosfera vivace del borgo antico e fare un’altra pausa golosa: lungo Strada delle Crociate, si incontra Maria delle Sgagliozze, la cui cucina su strada è segnalata dal cartello che celebra la bontà del suo cartoccio di polenta fritta. Basta un euro per avere sei pezzi e fare un’esperienza must per poter dire di aver vissuto la vera Bari.

La Basilica di San Nicola, splendida opera romanica nata su un complesso amministrativo preesistente, la Corte del Catapano (governatore), è invece dedicata al santo più famoso in città, le cui reliquie arrivarono in città nel 1087, trafugate da marinai baresi dalla chiesa di Myra. Fu quindi costruita appositamente per accogliere i sacri resti e consacrò Bari come simbolo di unione tra Oriente e Occidente e meta di pellegrinaggio. Ancora oggi richiama pellegrini da tutto il mondo, soprattutto da Europa dell’Este e Russia, visto che nella Cappella russa ortodossa, posta nella cripta, si celebrano regolarmente le funzioni. Accanto, si trova la tomba di San Nicola, davanti alla quale sostano i devoti in preghiera, spesso inginocchiati.

Per concludere la giornata, si percorre la passeggiata della Muraglia, affacciata sul mare e decorata, nel periodo di Natale, di scritte luminose, suggestive e allegre, sui bei palazzi che si susseguono uno accanto all’altro.

E se volete concedervi un ultimo peccato di gola, a pochi passi di distanza si arriva da Martinucci, pasticceria dal 1950 nella bella piazza Mercantile, un ampio “salotto” su cui si affacciano bei palazzi e numerosi locali con dehor. Un “tempio” del pasticciotto, dove potrete scegliere fra un’ampia scelta di questi irresistibili dolci tipici, tutti ottimi e fragranti, ancora caldi: classico con crema o crema e amarene, ricotta e pistacchio, crema di limone e mandorle, ricotta e cioccolata, crema e gianduia, frolla ai cereali e pezzi di mela, vegano.

Ma le possibilità offerte da Bari non finiscono qui, perché la città si trova in posizione strategica per numerose gite nei dintorni, muovendosi a raggiera verso la Murgia, la Valle d’Itria e perfino Matera. E noi di IFM, sempre grazie all’organizzazione del The Nicolaus Hotel Bari, abbiamo fatto anche tre escursioni imperdibili.

Dormire

THE NICOLAUS HOTEL BARI

Hotel che unisce eleganza e funzionalità, con ampia scelta di camere, tutte panoramiche. Il ristorante The Seasons offre ottima gastronomia per colazione, pranzo, cena, aperitivo. Novità lo Skyline, il rooftop con ristorazione e cocktail bar. Grandi sale conferenze e area wellness.

Via Cardinale Agostino Ciasca 27
tel. 080 56 82 111
www.thenicolaushotel.com

HI HOTEL BARI

Albergo di design, dal concept easy e smart. Il ristorante Basilico offre cucina pugliese rivisitata. Sale conferenze, Spa, piscina esterna.

Via Don Luigi Guanella 15
tel. 080 50 26 815

https://hihotelbari.com

Mangiare

STRADA DELLE ORECCHIETTE

Di fronte al Castello, superato l’arco, si entra in questa strada dove acquistare orecchiette e altre specialità preparate e vendute direttamente dalle massaie di Bari vecchia.

Strada Arco Basso 

DONNA CARMELA

Le sgagliozze e altri piatti tipici, preparati direttamente sul posto da Donna Carmela.

Largo Albicocca 

MARIA DELLE SGAGLIOZZE

Sono un’istituzione dello street food barese, i fritti della signora Maria.

Strada delle Crociate 13

MARTINUCCI

Pasticceria storica su una bella piazza. Tra le tante specialità dolci e salate, spicca una vetrina di pasticciotti in numerose versioni, tra cui scegliere.

Piazza Mercantile 80

Tel. 080 52 11 142

http://martinuccilaboratory.it

 

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