celebrities
Home » A curious (and Beautiful) fork

A curious (and Beautiful) fork

a cura di Giulia Macrì
465 visualizzazioni

Testo di Giulia Macrì 

Bravo, bello e buongustaio. L’attore americano Daniel McVicar, italiano d’adozione ormai da più di un decennio, è un grande estimatore del Belpaese e un notevole conoscitore delle sue eccellenze (anche) gastronomiche. Tanto da creare un suo social channel per condividere viaggi, scoperte e specialità made in Italy… e da volerci raccontare ricordi, esperienze e preferenze di una “curious fork” in questa gustosa intervista

vip
Daniel McVicar, americano di nascita e ormai italiano d'adozione, vive stabilmente a Torino: quando viaggia nella nostra penisola, ama scoprire usi, costumi, tradizioni e... cucina tipica (foto di Alessandro Rabboni)

Ci conosciamo in occasione del 107° anniversario dello storico ristorante romano Alfredo alla Scrofa, con Daniel McVicar: era tra gli ospiti d’onore della bella serata che ha riunito celebrities e amici di lungo corso del locale, noto, particolarmente oltreoceano, per le mitiche “fettuccine Alfredo” che in passato hanno sedotto grandi attori di Hollywood (primi fra tutti, Douglas Fairbanks e sua moglie Mary Pickford, divenuti gli ambasciatori di questa specialità a Hollywood e negli USA) e, a quanto pare, continuano a conquistare i palati delle star, in Italia e all’estero. Tra questi, in prima linea, c’è Daniel, che delle fettuccine Alfredo è un ghiotto estimatore. Ed è anche determinato a imparare a prepararle ad arte, cioè eseguendo quelle speciali e abilissime manovre di mantecatura al piatto che si tramandano da oltre un secolo e fanno di questa semplice pasta al burro (fatta con 3 soli ma eccellenti ingredienti: pasta all’uovo, burro e parmigiano reggiano stagionato 24 mesi) un piatto straordinario. Perché l’amore di Daniel per l’Italia passa anche per la cucina, che pratica spesso e volentieri in veste di cuoco, non solo di buongustaio. Così spiega a noi giornalisti, parlando con competenza di prodotti tipici ed eccellenze scoperte e apprezzate nel corso degli anni nella nostra penisola. Tanto da farne il tema di un proprio canale social IG @a_curiousfork (prossimo, chissà, a diventare canale YT…), primo step di un progetto-food volto a condividere esperienze gastronomiche e ricette con i suoi connazionali.

Daniel e le famose "fettuccine Alfredo": ne è così ghiotto che si è fatto insegnare a prepararle e a cucinarle (foto di Alessandro Rabboni)

A curious fork

Sarà che è del segno dei Gemelli, il più curioso e comunicativo in assoluto dello Zodiaco, ma lo username del nuovo social IG – a curious fork: cooking, food and fun – la dice lunga sulla sua indole di food-scout e sulla voglia di divulgare saperi e sapori d’Italia. Infatti, ormai italiano d’adozione e d’elezione (e ricambiato calorosamente dal pubblico nostrano sin dai tempi della storica soap tv “Beautiful”, in cui ha interpretato a lungo Clarke Garrison, uno dei più popolari e seguiti protagonisti), da diversi anni si è stabilito a Torino, prima per seguire il cuore, poi per rimanere accanto al figlio (avuto dalla ex moglie italiana); di pari passo procede la sua carriera, che lo ha visto sempre più spesso impegnato in produzioni televisive e cinematografiche nazionali (per le quali ha sempre recitato in italiano, n.d.r.). L’ultima delle quali – “Soldato sotto la Luna” del regista Massimo Paolucci – è prossima al primo ciak, in Umbria. Nel frattempo, si dedica con passione costante alla scoperta della nostra terra: usi, costumi, storia, arte, cultura, eccellenze, specialità e cucina: “un Paese” ci dice “lo si conosce veramente attraverso il suo territorio e le sue tradizioni”. Non a caso, più volte chiamato a partecipare come testimonial all’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba che si svolge al Castello di Grinzane Cavour (CN), è diventato fiero Cavaliere del tartufo e dei grandi vini d’Alba.

Cooking, food and fun: il canale social di Daniel dedicato alle sue "avventure" gastronomiche in giro per l'Italia

Daniel dolce e salato

Daniel, cucini o mangi italiano?

DMV: “Mi piace cucinare! Qualche volta lavoro nelle cucine professionali, per imparare tecniche e ricette. E quando sono al ristorante, non mi limito a consultare il menù, ma chiedo le specialità locali. Mi piace anche la gastronomia moderna, ma come evoluzione dei piatti tradizionali, che raccontano la storia dei luoghi e della civiltà”.

E a casa cucini?

DMV: “Certo! E mio figlio Pietro è già un intenditore, capace di apprezzare gli ingredienti di qualità”.

Piatto preferito?

DMV: “Da buon americano, apprezzo una buona bistecca impreziosita da qualche goccia di pregiato aceto balsamico, ma la carbonara è il mio cavallo di battaglia. So prepararla come si deve: guanciale croccante, uovo e pecorino romano sbattuti e mantecati a fuoco spento… anche Pietro la ama moltissimo e dato che ci piace tanto, mi concedo anche qualche “deroga” alla ricetta tradizionale e, all’occorrenza, uso perfino ingredienti meno ortodossi. Cucinare, per me, deve essere sempre un piacere e un divertimento”.

Ma come fai a tenerti in forma?

DMV: “Mangio meno carne rossa, ho introdotto nel mio regime alimentare il riso integrale, il seitan… Quando sono in training consumo più proteine, associate all’avena a colazione; meno grassi e… un po’ meno carbonara!”

Preferisci il dolce o il salato?

DMV: “Il salato, ma la mia debolezza è il gelato. Ne vado pazzo”.

Hai un tuo “comfort food”?

DMV: “Il gelato, appunto. Anche la pizza e, ovviamente, la carbonara”. 

E il tuo cibo del cuore?

DMV: “La cherry pie. Ma fatta all’americana, che non ha niente a che vedere con la crostata italiana di ciliegie o di visciole, fatta con frolla e conserva di frutta. È uno scrigno di pasta brisèe al burro ripieno di una farcia morbida e succosa di ciliegie fresche. Una delizia assoluta, che evoca un sapore dell’infanzia”.

A proposito: che ricordi di cibo hai? Come erano le abitudini della tua famiglia a tavola?

DMV: “Sono cresciuto in America, in una grande famiglia, in pieno boom dell’industria alimentare. Mia mamma preparava un planning settimanale dei menu, tipo: da lunedì a giovedì, cibo internazionale (un giorno messicano, un altro asiatico e così via); venerdì pesce (surgelato) o pizza (pronta); sabato hamburger… ma la domenica, di tradizione, era prevista una ricca colazione con uova e succo d’uva dopo la Chiesa e a pranzo il classico arrosto di manzo con le patate. Per un periodo ho anche lavorato in un ristorante in California e lì la cucina era un mix di Asia ed Europa su base, diciamo, di scuola francese”.

Dell’Italia che luoghi – e relative specialità – preferisci? Nord, Centro, Sud, isole…

DMV: “Vivo e conosco bene il Piemonte. Amo Roma (soprattutto Piazza Navona, magica quando è deserta, di notte o la mattina presto); ho avuto occasione di visitare la Toscana, la costiera amalfitana, Capri, la Sicilia, la Calabria, Matera e il suo pane sublime… l’Italia è davvero bellissima. Tutta. E io ne rimango ogni volta incantato. Una penisola ricca e variegata di natura e di cultura, circondata dal Mediterraneo… Nuotare in mare è una delle tre cose che preferisco in assoluto!”

E poi?

DMV: “La cherry pie”.

E la terza???

Si schernisce, con discrezione forse un po’ piemontese. Ed elegantemente, dribbla.

DMV: “Uno dei più classici piaceri della vita… che ti lascio immaginare”.

L'incontro di Italian Flavour Mag con Daniel McVicar, al ristorante romano Alfredo alla Scrofa, il "tempio" delle fettuccine Alfredo.

Ti potrebbe interessare anche

Lascia un commento